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In Sardegna il 20% in più di barche nei porti

07/09/2009

I primi dati sull'estate senza la tassa sul lusso
La crisi economica mondiale e nazionale non ha messo in ginocchio la stagione turistica in Sardegna. Anzi, effettuando un calcolo ancora approssimativo ma non troppo distante dalla realtà si presume che solo ad agosto siano transitati in tutti i porti e gli aeroporti della Sardegna almeno 2 milioni e mezzo di persone. 
E non solo. Nel mare dell’isola, secondo molti addetti ai lavori, grazie all’abrogazione della cosiddetta tassa sul lusso sono tornati i maxi yacht. Se la previsione dopo le fiere invernali annunciava infatti un calo di ormeggi del 30%, questi, secondo le prime rilevazioni a campione, sono aumentati almeno del 20%. "In attesa dei dati definitivi su arrivi e presenze - commenta con l’Adnkronos  l’assessore regionale al Turismo della Sardegna, Sebastiano Sannittu - posso dire senz’altro che il traffico dei porti e degli aeroporti sardi nel mese di agosto è in crescita. Le stesse aziende di gestione degli scali ci hanno fornito numeri molto incoraggianti che dimostrano senza molti dubbi un aumento degli arrivi". 
"A titolo di esempio ricordo che abbiamo registrato un vero e proprio exploit all’aeroporto di Cagliari dove durante il mese centrale dell’estate è stata sfondata la quota di 400mila passeggeri in partenza e in arrivo con una crescita del 20 % rispetto allo stesso periodo dell’anno passato". Ma crescono in maniera significativa anche i porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Si pensi che solo Olbia nel mese di agosto movimenta più di un milione di passeggeri. Ciò significa che un numero sempre maggiore di turisti questa estate ha scelto la Sardegna.
Sul fronte dei porti turistici, finora una prima analisi è stata svolta su cinque scali dalla Rete dei Porti guidata da Franco Cuccureddu, già sindaco di Castelsardo (Olbia Tempio), e ora consigliere regionale dell’Mpa. Della Rete fanno parte quindici importanti porti dell’isola: Alghero, Stintino, Porto Torres/Asinara, Castelsardo, Isola rossa, Santa Teresa di Gallura, La Maddalena, Santa Maria Navarrese, Arbatax, Capitana, Teulada, Portoscuso, Carloforte, Torregrande, Bosa. "Abbiamo fatto delle rilevazioni a campione - spiega Cuccureddu - e la sensazione è che ci sia stato un inceimento consistente, attorno al 20%, con punte anche del 40%, soprattutto per quanto riguarda gli yacht di una certa dimensione, di lunghezza superiore ai 18 metri. Il dato positivo è doppiamente confortante perchè i segnali prevedevano un calo molto forte, intorno al 30%. I segnali che avevamo infatti dalle prenotazioni dopo i saloni nautici invernali erano negativi, soprattutto in relazione alla sbandierata crisi economica. Si pensava insomma che si sarebbe risparmiato su questo settore". 
"Senza dubbio però - sottolina Cuccureddu - c’è stato l’effetto dell’abrogazione della tassa sul lusso che aveva creato molti problemi". L’ottanta per cento degli yacht che navigano sono infatti dei charter, a noleggio. Moltissimi operatori, che in sostanza gestiscono il traffico nautico, infastiditi dal balzello targato Soru, avevano escluso la Sardegna dalle proprie rotte, proprio per una questione di principio. "Quest’anno invece - spiega il consigliere regionale - abbiamo chiuso accordi con grandi organizzazioni internazionali che hanno reinserito la sardegna nelle rotte dei maxi yacht. La Sardegna ora torna ad essere una meta prediletta del turismo nautico". 
E così ad agosto nei porti della Rete, soprattutto nelle due settimane a cavallo di Ferragosto, sia per il transito quotidiano che per gli ormeggi settimanali, era difficile trovare posto. "Abbiamo registrato un ottimo giugno - sottolinea ancora Cuccureddu - un buon luglio e fra prenotazioni e regate si prevede un ottimo settembre". Se i dati verrano confermati vi saranno importanti risorse da investire per la prossima stagione. E la Regione e la Rete stanno lavorando in sinergia proprio in vista dell’anno prossimo. 
All’orizzonte, ma anche nell’immediato, vi sono importanti novità. La prima: la Sardegna ha stretto un accordo con la Corsica per il quale le Regioni si presenteranno assieme nei prossimi due più importanti saloni nautici, Genova ad ottobre e Parigi a dicembre.  "La novità - spiega Cuccureddu - nata grazie all’accordo fra la Rete dei porti della Sardegna e l’Unione porti della Corsica, ha un significato importante. Nel concreto non si farà più la promozione del singolo porto o della singola regione ma si promuoverà un’area di navigarzione. Stiamo cercando di attrare gente in due isole che hanno molte cose in comune, bellissimi porti, un’offerta enogastronomica, archeologia e culturale importante. Siamo in grado quindi in grado di competere sia qualitativamente, che quantitativamente (con oltre 20mila posti barca) con il Golfo Persico, Dubai, la Croazia, il sistema della Catalogna, le Baleari, la Turchia e la Grecia". 
Un altro importante progetto in cantiere della Rete si chiama Odissea. Il progetto è stato già finanziato in quanto si è piazzato al primo posto nella progettazione Ue per il 2007-2013 e verrà preso come esempio anche da altre nazioni come Francia e Spagna. L’obiettivo è quello di trasformare i porti da parcheggi di barche a luoghi di accesso al territorio scongiurando la massificazione e l’omologazione che si sta verificando in tutti gli scali del Mediterraneo. L’intento è quello insomma di collocare il porto nel proprio territorio culturalmente, enogastronomicamente, con wine bar, siti on line, campagne promozionali. Far degustare ad esempio al turista che attracca a Santa Teresa di Gallura la zuppa gallurese, spiegargli che nella zona si possono ammirare le ’tombe dei gigantì e che si può bere il vermentino. Spiegare a chi arriva nello scalo di Alghero che là si parla il catalano, che la cucina ha forti influenze spagnole e che il borgo ha un delizioso centro storico e così via. Gli scali sardi che rientrano nel progetto sono appunto questi ultimi due più Castelsardo e Carloforte. Il progetto verrà presentato ufficialmente il 30 settembre ad Ajaccio. 
7 settembre 2009
www.lastampa.it